giulio ameglio

la scatola delle fotografie

date » 23-09-2020

share » social

Un’amica tempo fa mi ha raccontato una storia drammatica di cui era stata protagonista qualche anno prima. La casa in cui abitava era minacciata da un grande incendio sviluppatosi nel bosco i cui margini giungevano a lambirla. I Vigili del Fuoco non le avevano dato alcuna garanzia di riuscire a salvare l’abitazione, per cui le avevano ingiunto di abbandonarla immediatamente, prendendo le poche cose necessarie. Non aveva tempo per pensare a cosa fosse necessario portare via con sé, per cui aveva agito d’istinto: in un istante ha afferrato la scatola delle fotografie ed è scappata.
Ogni tanto questa storia mi ritorna in mente, in particolare quando compio un rito del tutto personale: prendo una delle mie scatole di fotografie e le spargo sul pavimento dello studio. Cosa accade in quel momento?
Lasciamo da parte le tonnellate di pagine scritte sulla fotografia, sul senso del fotografare, le teorie sull’analogico vs. digitale, segni, tracce, indizi, ecc. Credo che nel gesto di salvare la scatola delle fotografie, per poi spargerle su un pavimento, sia racchiusa l’essenza più pura dell’atto fotografico, da intendere non solo come lo scattare ma anche, e soprattutto, come il vedere: la presenza di un’assenza.
Quando noi guardiamo in profondità una immagine che ritrae persone luoghi oggetti che fanno parte della nostra vita, che sono stati in una relazione profonda con noi, li abbiamo presenti, ne possiamo sentire la voce, il profumo, la consistenza, le sfumature. Al di là del tempo e dello spazio ordinari, sono il nostro tempo e il nostro spazio interiore che entrano in risonanza con quella immagine accogliendola come presenza viva. La memoria acquista densità, sostanza. Non è illusione, né una facile consolazione, né si tratta di perdersi dietro inguaribili nostalgie. È una realtà che si genera nel dialogo muto ma intenso tra il nostro sguardo e quelle immagini, e che ogni volta che accade colora la nostra esistenza di una nuova sfumatura.
Poi possiamo anche tornare a teorizzare e discutere per cercare di dare contorni alla fotografia come fondamentale attività umana, ma provando sempre a preservare, come un oggetto prezioso, quel senso ultimo, che, solo, ci può rendere più profondamente noi stessi.
Link
https://www.giulioameglio.it/la_scatola_delle_fotografie-d11209

Share link on
CLOSE
loading