giulio ameglio

centoventi / 10

date » 03-12-2022

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RICETTA

per una immagine coinvolgente e spiazzante.
Difficoltà: elevata
Tempo: non quantificabile.
Ingredienti:
dettagli
echi
Utilizzare una dose accurata di dettagli, alcuni grossolani ed evidenti, altri più piccoli e sfumati. Diffonderli sulla superficie, non in modo uniforme, ma curando anche di evitare deleterie concentrazioni.
Gli echi appartengono a due categorie differenti.
Echi tra i dettagli, come geometrie, colori, forme: creano le relazioni che uniscono in un tessuto omogeneo le varie parti dell’ immagine. Uno sguardo attento li coglie, anche se quasi mai al primo colpo.
Echi tra i dettagli e l’anima dell’ autore. Possono essere di mille tipologie differenti, e in assenza di una conoscenza intima con lo stesso, non si possono cogliere.
Infine: necessaria una buona dose di fortuna.

fotografia di Gregory Crewdson

centoventi / 9

date » 16-11-2022

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120_9_Aida_Muluneh_copia.jpg

MARY POPPINS
Noi ci rapportiamo al mondo attraverso un piccolissimo pertugio.
Gli occhi sono sensibili a una ristretta gamma di onde elettromagnetiche.
Le orecchie percepiscono suoni in una fascia ridotta di frequenze.
Siamo costantemente attraversati da masse di particelle di antimateria di cui non ci accorgiamo (fortunatamente).
La siepe di Leopardi è in realtà altissima, dominante, e ci nasconde quasi tutto del panorama che ci circonda.
Ma.
Qualcosa arriva in soccorso. L’ombrello di Mary Poppins che si aggancia al vento, i colori che arredano le nostre esistenze quotidiane (siamo talmente abituati a vederli che a volte devono urlare per farsi sentire).
L’acqua da cui proveniamo e che ci disseta quando siamo arsi. E tristi.
Fortunatamente possiamo ridere e immaginare mondi.

fotografia di Aida Mulumeh

centoventi / 8

date » 25-10-2022

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FOTOGRAFARE

Il fotografo disse: In effetti, cerco di ritrovare la mia adolescenza un po’ mogia.
Più tardi aggiunse: La fotografia è un’ arte funebre, appena scattata è già nel passato.
Quindi, possiamo essere certi che la fotografia non è nient’altro che una linea variegata e abbastanza disordinata che tenta di dare una immagine del tempo.
Il tempo è un fantasma che accompagna il fotografo, ma rimanendo sempre con lo sguardo rivolto dietro di sé.
Il fotografo scruta curioso ciò che lo circonda nei suoi vagabondaggi, è un flâneur che incede con una distratta attenzione; sa che il suo fantasma custode vede lontano, nei suoi primi anni, quando un bambino e un adolescente aprivano gli occhi sul mondo, goffi e disorientati.

fotografia di Robert Doisneau

centoventi / 7

date » 09-10-2022

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UNA STORIA

Raccontami una storia
disse il figlio al padre, mentre il buio stava calando.
Raccontami una storia,
per potermi addormentare senza paure,
per entrare nella notte accompagnato.
Ti racconterò una storia,
rispose il padre al figlio,
una storia che viene da lontano,
e come tutte le storie antiche parla di ieri, di oggi e di domani,
parla di vite e di morti, e di amori e di odi,
di assurde e disperate ricerche di qualcosa che manca sempre,
che non possiamo avere se non nei sogni.
Ma le storie creano i sogni, e i sogni possono creare il mondo in cui viviamo,
e i sogni ci accompagnano, sono gioielli che illuminano il buio.
Così la notte non farà paura.

fotografia di Heinrich Schliemann

centoventi / 6

date » 19-09-2022

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MORTE

A volte la morte si incontra vivendo.
Quando ci abbandonano i nostri genitori, fratelli, nonni.
Quando se ne vanno amiche e amici, persone che abbiamo amato.
Quando bisogna fare una iniezione ad animali che hanno vissuto nei nostri giardini.
Ma anche la nostra morte, quando qualcosa si insinua nel nostro corpo, e inizi la partita a scacchi alla Bergman, cercando di ricordare le mosse che forse potrebbero spiazzare l’ avversario.
Magari pensando che a un altro gioco saresti molto più bravo, non certo di vincere, questo sarebbe troppo, ma con qualche possibilità in più.
Allora, per stare meglio, si prova l’ esperienza del deserto. Per incontrare, scarna ed essenziale, quella che chiamano essenza. Senza sapere di cosa si tratta.

fotografia di James Nachtwey

centoventi / 5

date » 11-09-2022

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SENZA RESPIRO

Nel vasto campionario di atti a disposizione degli esseri umani il gesto del tuffarsi è uno dei meno sfruttati e dei più estremi.
Una intera e variegata sequenza di sensazioni ed emozioni condensate in un breve istante:
il brivido avvicinandosi al bordo
la paura quando lo sguardo si rivolge verso il basso
il coraggio nel momento dello stacco
il terrore dell’irreversibilità
l’esaltazione del volo folle
l’affanno del tempo che scorre impazzito
lo shock dell’impatto
e infine trovarsi avvolto in una danza armoniosamente scomposta, nella quale incontrare se stesso e l’altro, quell’ altro che forse non è altro che il tuo riflesso, cercato a lungo, trovato per un istante in altri occhi e in altre movenze.
Rimanendo senza respiro.

fotografia di André Kertész

centoventi / 4

date » 24-08-2022

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LA GRAZIA

Quando Canova scolpì le sue Grazie, inseguiva un’ idea di sfarzosa eleganza e sensualità. Quando sogno di viaggiare in Giappone sto inseguendo una idea di grazia del tutto differente.
Van Gogh aveva raccolto dall’ arte giapponese la disperata violenza del colore puro, con il quale plasmava i suoi ritratti appassionati dove ogni espressione era gridata con una voce roca e alterata.
Ma cerco in quelle isole una idea di grazia differente.
Una grazia composta di rarefazione, di silenzio, di movimenti leggeri e quasi impercettibili. Una grazia che scorra lievemente durante le ore del giorno, troppo simile a quei fiocchi di neve che sanno di infanzia, di storie raccontate da un nonno dopo cena, quando tutto doveva ancora accadere.

fotografia di Werner Bishof

centoventi / 3

date » 23-08-2022

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TAO

Il suo sogno era dipingere con un solo rapido e spontaneo tratto di pennello la linea essenziale delle cose e della propria anima. Incarnando nel proprio gesto la citazione di Su Dongpo appesa nel proprio studio: Prima di dipingere un bambù bisogna che il bambù cresca nel vostro intimo.
Ma troppo incerta la mano, e soprattutto troppo impaziente l’anima.
Così intraprese un percorso frammentato e irto per generare pazienza e vuoto.
Molte le incertezze, innumerevoli gli arresti.
Si moltiplicarono tentativi, spesso goffi e maldestri, creando un insieme tenero e commovente.
Forse alla fine fu premiato da qualche creazione che si avvicinava all’ anima.
Forse la fine non era ancora arrivata, e rimanevano tempo e spazio per contemplare ancora. Silenziosamente.

fotografia di Yamamoto Masao

centoventi / 2

date » 15-08-2022

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FINESTRE

Un filosofo scrisse un libro sull’ ontologia delle finestre. Astratto e astruso.
Decisamente meglio i numerosi film sulle finestre: l’ incomparabile James Stewart con la gamba rotta e la macchina fotografica in mano che scruta la vita nelle case di fronte a lui era molto più concreto e filosofico.
D’ altra parte chi scatta fotografie sta sempre alla finestra. È un insondabile mix di voyeur, entomologo, nostalgico, esteta. Una miscela che si chiama desiderio. Il fotografo (e la fotografa, naturalmente) sono soggetti desideranti a tempo pieno, che si illudono teneramente che una vita alla finestra sia quasi più vera che una vita vera.
Ma forse così capiscono il senso profondo del deserto, che sta fuori e che sta dentro.

fotografia di Lee Miller

centoventi / 1

date » 07-08-2022

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IL SORRISO SCONOSCIUTO

La vita è zeppa di guai e di circostanze avverse, su questo non esiste dubbio. L’elenco potrebbe essere assai lungo e in fondo inutile: ognuno può qualificarsi esperto in sofferenza.
Ma.
Esistono alcuni lievi antidoti, non del tutto illusori.
Uno di questi è il sorriso. Non i sorrisi sarcastici e soddisfatti di chi afferma il “te l’avevo detto”, o quelli di superiorità che sprizzano soddisfazione da tutte le pieghe delle labbra.
No.
Intendo i sorrisi appena accennati, con lievi incurvature delle labbra e addolcimento degli occhi, non facili da cogliere. Sono sorrisi rivolti alla propria intimità, persi in un pensiero o in un ricordo di qualcosa che ha ammorbidito l’anima. Sono leggere sensazioni di una vita possibile.


foto Ferdinando Scianna
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